UNA CITTA’ numero 203

15 Giu

 

E’ uscito il n. 203 di “Una città”, di cui riportiamo di seguito il sommario. E’ possibile farsi un’idea della rivista (mensile di interviste e foto, di 48 pagine, senza pubblicità) andando al sito http://www.unacitta.it o richiedendo copia saggio a mailing@unacitta.org.
 
Gli abbonati online possono sfogliare o scaricare il pdf dell’ultimo numero della rivista, cliccando in alto a destra nell’homepage (“login”) e inserendo i dati richiesti.
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LA COPERTINA è dedicata agli abitanti di Porta Palazzo, Torino.
 
ADDIO FRANCESCO. Ricordiamo Francesco Papafava che ci ha lasciato il 23 maggio.
 
STATT’ACCORTO. La scelta di andare a vivere in campagna e la scoperta del piacere di stare all’aria aperta, a contatto con la terra, del “trafficare” tra le piante; gli orti scolastici, che insegnano ai bambini soprattutto la pazienza e gli orti sociali, che oggi andrebbero resi accessibili anche alle coppie giovani, non solo ai pensionati. Intervista a Pia Pera (da pag. 4 a pag. 6).
 
LE REGIONI DELLE FORMICHE. La crisi dell’Europa e la crisi economica stanno accentuando in diversi stati europei, dalle Fiandre alla Spagna all’Inghilterra, le spinte secessioniste, ognuna con caratteristiche anche proprie; il modello delle formiche del nord contrapposto alle cicale del sud; il rischio gravissimo di un centralismo che va a vantaggio solo di qualcuno. Intervista a Michel Huysseune (da pag. 7 a pag. 9).
 
LO STOCK DI POTERE. Il federalismo non è decentramento, ma patto politico per stare insieme fra popoli o territori diversi; l’idea sbagliatissima che col federalismo si debba indebolire il potere centrale, mentre nei paesi federali si confrontano sempre due poteri altrettanto forti; la disastrosa sovrapposizione di competenze creatasi in Italia. Intervista a Giliberto Capano (pag. 9-10).
 
SE NON C’ERA IL GRUPPO. Da un anno e mezzo, alla Camera del lavoro di Milano, si incontrano gruppi di disoccupati per discutere di crisi d’identità, di rapporti con la famiglia che diventano difficili, di depressione; l’importanza di uscire dalla solitudine e trovare le risorse per rimettersi in piedi; la pratica del gruppo di autoaiuto che fa parte della tradizione operaia. Intervista a Corrado Mandreoli (da pag. 12 a pag. 14).
 
QUATTRO GIORNI SU VENTIDUE. A cinque anni dall’inizio della crisi, l’artigianato veneto continua a soffrire; se il comparto abbigliamento sembra essersi ormai assestato, dopo aver perso migliaia di lavoratori, meccanica e legno continuano a perdere; un uso degli ammortizzatori in deroga virtuoso, funzionale al ciclo produttivo, e ridotto al minimo e che tuttavia resta non sostenibile; l’enorme difficoltà di far rientrare nel mercato del lavoro chi ne è uscito. Intervista a Luigi Fiorot (da pag. 15 a pag. 18).
 
L’IMPORTANZA DEI TEST. La trasformazione epidemiologica che ha portato l’Aids a diventare una malattia quasi solo a trasmissione sessuale; la preoccupazione per i tanti che non sanno di essere ammalati; una terapia molto costosa e che dura per sempre, ma che oggi permette una buona qualità della vita; l’importanza di non abbassare la guardia. Intervista a Vincenzo Colangeli (da pag. 19 a pag. 21).
 
GENERE E LONGEVITA’. Massimo Livi Bacci ci racconta di come le donne stiano perdendo il loro vantaggio sugli uomini rispetto all’aspettativa di vita (pag. 22)
 
TORINO E’ WALLAFA. A Torino vive la più numerosa comunità marocchina d’Italia che tra l’altro è originaria perlopiù dalla città di Khourigba e dall’area circostante; l’incredibile mercato di Porta Palazzo, un tempo a vocazione meridionale e dove oggi invece i banchi di frutta e verdura sono in mano ai marocchini; il rapporto con la religione, la condizione delle donne e gli effetti della crisi che stanno mettendo molte famiglie maghrebine davanti a un difficile dilemma. Intervista a Emanuele Maspoli (da pag. 23 a pag. 27).
 
ECOLOGIA PRENATALE. A differenza di ciò che si credeva in passato, l’utero non è una cassaforte di protezione ermetica, bensì un filtro attraverso cui possono passare anche agenti inquinanti; il dovere di prendere precauzioni e di lottare per un ambiente salubre, senza però trasformare la gravidanza da stato interessante in stato angosciante; l’importanza che le madri si riapproprino della loro competenza. Intervista a Carlo Bellieni (pag. 28-29).
 
LA SOCIETA’ DEL DIALOGO. Gabriella Valera ci parla di un concorso di poesia diventato un appuntamento per giovani da tutto il mondo, di come il lavoro di traduzione, le difficoltà del comprendersi, la percezione interculturale che anima il forum diventino momenti di autoriflessione, del diritto al dialogo fondamento di ogni sfera pubblica (pag. 30-32).
 
ALMENO DODICI LIBRI. Intervista a Daniel Vogelmann dove si racconta la storia della gloriosa tipografia dei Giunta, che si trasforma in casa editrice quando alla morte di Schulim, sopravvissuto ad Auschwitz grazie alla maestria da tipografo, il figlio Daniel è costretto a occuparsi dell’azienda; l’idea di pubblicare “La notte”di Wiesel e, a seguire, ben seicento titoli, tutti di storia della Shoah e di cultura ebraica (da pag. 33 a pag. 37).
 
EGDELIA, LIZBETH, ROSA… è il racconto di Francesca Caminoli di ritorno dal Nicaragua (pag. 38-39).
 
APPUNTI DI UN MESE. Si parla di cosa ne sarà dei dati, foto e documenti che abbiamo caricato in rete quando non ci saremo più, del dividendo demografico dell’India, dell’epidemia di stupri nell’esercito americano, cui ora si cerca di porre fine con un intervento legislativo, della prima “scuola libera” inglese, quella di Summerhill, nata quasi cento anni fa, di pensionati e gioco d’azzardo, di Rana Plaza, di carcere, eccetera eccetera (da pag. 40 a pag. 45).
 
LETTERE. Marcello, ergastolano ostativo, scrive a un amico detenuto (pag. 42). Dal Giappone, Toshiaki Furuki parla della situazione di Fukushima a due anni dall’incidente nucleare (pag. 43). Dall’Inghilterra, Belona Greenwood ci parla dello “stato di salute” del sistema sanitario nazionale inglese (pag. 44). Dalla Cina, Ilaria Maria Sala ci parla di come il partito comunista cinese continui a sentirsi sopra la legge e di quanti restino i suoi aderenti (pag. 45).
 
PARTITI E DEMOCRAZIA. “Per discutere” la riflessione di Francesco Ciafaloni.
 
FORLI’ NON E’ LA CITTA DEL DUCE è il titolo di due assemblee cittadine, svoltesi a Forlì il 3 e il 4 giugno, la prima coi sindaci di Forlì e Predappio, Roberto Balzani e Giorgio Frassineti, la seconda con l’assessore alla cultura della Regione Massimo Mezzetti, indette allo scopo di esprimere un disagio per il moltiplicarsi di iniziative dedicate al Ventennio fascista, che, anche involontariamente, non fanno che mettere in luce “le cose buone” fatte dal fascismo. Pubblichiamo l’intervento introduttivo dell’assemblea al salone comunale fatto da Gianni Saporetti a nome della Fondazione Lewin (pag. 46-47).
 
LA VISITA è alla tomba di Piero Gobetti.
 
OPERAI INGLESI E OPERAI ITALIANI. “Fondare società di mutuo soccorso, difesa contro malattie, invalidità per vecchiaia e infortuni, e in pari tempo scuola prima elementare della solidarietà; società di resistenza, ordinate alla conquista di condizioni migliori di vita al lavoro, mentre della solidarietà s’accampano scuola più alta e più efficace…”; per il “reprint” dell’ultima pubblichiamo un articolo di Osvaldo Gnocchi Viani, uscito su “Critica Sociale” nel 1891. 
 
Nel sito è consultabile gratuitamente anche l’intero archivio di interviste di “Una Città” (2300 circa).
Se non vuoi più ricevere avvisi di questo tipo scrivi a mailing@unacitta.org
 
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