Luca Chiarei Poesie recenti

18 Lug

Luca Chiarei

Poesie recenti

maltempo-tempesta-di-vento-e-grandine

*
…allora come quando piove
si alza quel volume
degli odori stradali

nel loro silenzio attonito
lucido astrale

*

Lo senti il vuoto lunare
ora cieco e assoluto
ora in terra
ora nel modo che non lascia soli

che non fa pensare fino
al prossimo urlo di gente muta

come polvere della terra
quella sull’acqua che resta da bere

quella che stride tra denti essiccati
nell’ultimo giorno di guerra

*

…così è camminare in qualunque
Milano tra living luxury in parte
sul filociglia di rimmel stremato

e schienanera nell’altra
schiacciata
al filo di marmitta e manostesa

monossidi in trachea
e un grande smisurato iato
dove mettere i passi

*

Hai mai visto qualcuno morire
negli occhi veramente
sentire qualcuno lo scirocco
un mare ottuso confuso

e poi cercare una colpa un bisturi
scordato nella pancia

la politica
forse
un senso un ritmo che vaga

riesci ancora a vedere?

*

Non posso che stare
Di parte e di lato

Dentro le mani che non sanno
Quelle che sanno di ferro di grano
ruggine tra denti

Da quella parte aspettiamo
ciò che non fa sconti
un paese trainato
un vento di neve dal mare

*

Si può stare tutti i giorni
in piedi su un piede e la testa
nella mano con la fame
di vento che spinge a fondo

e piano ci lasci gente tra gente
che morde che sporca le mani
come neve nera
che hai dimenticato

*

Sono finiti i passi da comprare
dai mercati
né mondi avanzano né spazi

solo strisce di ghiaia epistassi
dei punti cardinali degli asfalti
in terra intagliati come acciaio

solo passi lenti a risalire
la ghiandola calda cera
che torna a galla e ti lascia solo
all’argine di labbra
a rimandare il tempo

*

E’ solo un fiume che passa stasera
e la sua ansia d’essere mare

è solo una voglia d’essere vento
e la pioggia un ombra che batte lenta

che si fa ansa argine e passo
passaggio smisurato trapassato
pulsazione nel fianco
un taglio che ancora fa male

*

Nella norma del fatto sfila
un mare normale curva che sale
tra ventre e quasi cuore
spacca lo sterno lo fa zero

si allaga nelle ore
la mediana dismisura del caso

*

La nebbia è un’eco sotto al sole
di quello che resta delle voci

di tagli tra le mani quasi sorrisi
in questo paese di gente che deriva

in un inverno che si ferma
nubi a galla sulla pelle del lago

*

non basta sapere dell’assenza
del vuoto, di quello che manca
di una luce in fondo alla stanza

non basta sapere che non basta

che il sangue diventi permafrost
passi sotto i segni della pelle
morda nel fianco gelo sui pori

15/7/2013

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